venerdì 22 febbraio 2013

Bambini ed educazione sessuale

Domanda

Buonasera ..sono Sara...sono una mamma di 2 bimbe di 8 e 3 anni!!!la mia bimba + grande l'altra sera mi ha fatto una domanda che mi ha lasciata spiazzata:" Mamma io so da dove escono i bimbi (x' gliel'ho spiegato io!!!!) ma come si fa a farli???? Come posso spiegarglielo???


Risposta

Gentilissima, la tua bimba é giá grande quindi credo sia giunto il momento di spiegare con parole semplici e con naturalezza come avviene l'accoppiamento tra un uomo e una donna che si amano. Educazione sessuale è prima di tutto educazione all’identità personale di genere, al rapporto con la propria identità e quella dell'altro. Essa inizia dai primi giorni di vita attraverso la pienezza e il calore dell’attenzione e delle prime cure che il bambino e la bambina ricevono e per le quali cominciano a sviluppare sensazioni, emozioni, sentimenti che evolvono più tardi nella capacità di amare.
Alcuni testi possono aiutare ad esprimersi meglio.

Laura Magni, Roberto Lucani, I nati ieri e quelle cose lì. Ovvero tutto quello che i ragazzini vorrebbero sapere sul sesso (ma col cavolo che qualcuno glielo ha spiegato), Carthusia, 2007
Fascia d’età: 8-13 anni

Affronta importanti temi: la nascita, la conoscenza del proprio corpo e di quello degli altri, la gravidanza, gli anticoncezionali, il piacere e, in modo particolare, il sesso come piacere e tenerezza, come linguaggio ricco d’emozioni e di sorprese partendo dalle esperienze e dalle curiosità di un gruppo di “nati ieri”. L’utilizzo del fumetto permette di trattare in modo diretto e spontaneo il problema dell’informazione sessuale. Come ha scritto Marcello Bernardi, questo libro è un prezioso strumento di conoscenza sulla sessualità destinato ai bambini e ragazzi, che sovente sono turbati da dubbi, paure, perplessità e confronti, cui gli adulti spesso non si sentono in grado di rispondere. Marcello Bernardi sottolinea l’importanza di lasciare che sia il bambino a condurre il discorso, con gli strumenti che possiede – per esempio questo libro. L’introduzione e i commenti finali sono rivolti ai genitori che vogliono accompagnare i figli in questa avventura di conoscenza.


 In bocca al lupo

Dott.ssa Anna La Guzza, psicologa

lunedì 28 gennaio 2013

Come nascono i bambini?

La domanda della lettrice:

 Sono una mamma di 2 bimbe di 8 e 3 anni!!!la mia bimba + grande l'altra sera mi ha fatto una domanda che mi ha lasciata spiazzata:" Mamma io so da dove escono i bimbi (x' gliel'ho spiegato io!!!!) ma come si fa a farli???? Come posso spiegarglielo???


La risposta della specialista



Gentilissima, la tua bimba é giá grande quindi credo sia giunto il momento di spiegare con parole semplici e con naturalezza come avviene l'accoppiamento tra un uomo e una donna che si amano. Se provate vergogna potete scegliere dei libri adatti in cui viene spiegato tutto con un linguaggio adeguato all'etá. Eccone uno molto carino


In bocca al lupo

domenica 9 dicembre 2012

Rifiuto e paura di andare a scuola: domanda e risposta

Domanda:

Mi rivolgo ad Anna La Guzza.
non so bene come affrontare una situazione che ormai considero un problema. Mio figlio, di quasi 5 anni, frequenta l'ultimo anno di materna. Sia la sera prima di andare a dormire, sia la mattina mi cerca di convincere di non mandarlo all'asilo... dice che vuole stare con me... e questo ci sta. Sono stata mamma single fin dalla gravidanza fino a questo gennaio. Ma secondo me c'È altro. non riesco a capire come un bambino non possa volere andare all'asilo, dove dovrebbe sì, imparare, ma giocando, divertendosi ecc. In classe c'è un bambino molto aggressivo, un vero bullo, di cui anche la maestra ha paura, ma è rassegnata e sta diffondendo brutti messaggi ai bambini ("ridategliele" ecc.) Che sia questo? Lui fino ad oggi non è stato preso di mira... ma mi racconta brutte cose... cosa posso fare io? Grazie mille per ogni impulso o domanda che mi fa riflettere.


Risposta:
 
Salve e grazie per la domanda. E' possibile che il bambino stia sviluppando una forma di disagio scolastico che si manifesta in sintomi che ricordano la fobia scolare. In questi casi è opportuno chiedere un colloquio con le insegnanti e/o con la direttrice per formulare ipotesi sulla genesi del comportamento, collaborando senza incolparsi. La motivazione alla relazione e all'apprendimento dipende soprattutto dalla disponibilità delle insegnanti di creare in classe un ambiente sereno e facilitante. Nel caso la scuola disponesse di uno psicopedagogista o uno psicologo scolastico, sarebbe indicato farsi affiancare da questi specialisti per identificare il problema e mettere in atto strategie per risolverlo. Questi interventi hanno come finalità la prevenzione del disagio e la promozione del benessere scolastico e tra gli obiettivi la prevenzione e l'intervento di episodi di bullismo. Le auguro una buona giornata.


Dott.ssa Anna La Guzza, Psicologa